ILLUSTRE SCULTURA POLIMATERICA**

di Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti (Lu Cafausu)
con scarti di
Giorgio Andreotta Calò / Alessandra Andrini / Stefano Arienti / Emanuela Ascari /
Emilia Badalà / Sergio Breviario / Annalisa Cattani / Umberto Cavenago / Cuoghi Corsello / Francesca Grilli / Nazzareno Guglielmi / Arianna Fantin / Luca Francesconi /
Andrés Galeano / Matteo Guidi / Lucia Leuci / Michele Lombardelli / Eva Marisaldi / Maurizio Mercuri / Margherita Morgantin / Stefano Pasquini / Alberta Pellacani /
Nicola Pellegrini / Luigi Presicce / Fabrizio Rivola / Mili Romano / Marco Samorè /
Luca Scarabelli / Daniela Spagna Musso / UnDo.Net / Luca Vitone / ZimmerFrei
a cura di Rita Correddu, Alice Militello
Una montagna di scorie composta da rifiuti ordinari combinati e fusi con “scarti di produzione”, riscattati dagli studi e dalle case di più di trenta artisti. 1500 km ca. percorsi in tre giorni con un furgone.
A quattro artisti – Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti – il compito di concentrare tutto il materiale raccolto in un’unica grande installazione. Singole componenti che nell’insieme massificato di un originale cumulo di “macerie” acquistano nuova identità, configurandosi paradossalmente come una “illustre scultura polimaterica” composta da scarti di opere di altri artisti.
Dicono Fantin, Negro, Norese e Pietroiusti: «Negli ultimi due anni ci siamo occupati di una sorta di investigazione estetica e antropologica, legata alle contraddizioni degli spazi urbani e metaforici, alla bellezza del paesaggio “autogenerata” (dal caso o dalla necessità), al rispetto per le memorie dei luoghi e per le storie personali ad esse collegate.
Lu Cafausu, una vecchia coffeehouse – residuo architettonico – situata in un piccolo paese del sud Italia, è divenuto fonte di ispirazione per racconti, performance e azioni a Lecce, Rotterdam e New York (e ora Bologna). Noi identifichiamo Lu Cafausu come una metafora di qualcosa che è insieme centrale e marginale, in cui le contraddizioni estetiche si incontrano con i significati (o forse con la mancanza di significato) del nostro tempo. È “un luogo immaginario che esiste per davvero”.»
«Lu Cafausu è territorio d’accumulazione di senso, di svolgimento di senso. Di mancanza di senso. È quello che siamo e non siamo simultaneamente. È ciò che stiamo diventando e quello che siamo “non stati”.
Al centro esatto di un lungo corridoio d’insalienze e fallimenti (una volta erano cipressi), passaggio per il limbo. È il nulla, segno oscuro, campo della disfatta.
È un presagio inaccessibile, luogo alieno.
È il varco per l’ade.»
*INGRESSO GRATUITO CON TESSERA FINO ALLE 23.00
**Illustre Scultura Polimaterica sarà visibile fino al 28 Febbraio secondo il calendario degli eventi organizzati dal Link Associated.
In collaborazione con
Comune di Bologna, Ufficio Promozione Giovani Artisti
Quartiere San Donato
Hera
Info e contatti:
infoartepubblica@gmail.com
www.artepubblica.com
www.lucafausu.tk
www.link.bo.it
Come raggiungerci:
-Servizio navetta: http://www.link.bo.it/navetta/
-Autostrada uscita 9 direzione CAAB








finalmente! si sentiva la mancanza dell’arte nel Link! da questo comunicato non si capisce nè cosa nè come nè quando… ci spiegate?
il Link è sempre stato la storia di Bologna attraverso l’arte e la ricerca artistica. Cosa succede ora? Grazie
Serena (e con me tanti, ma tanti altri, a cui manca questo importante aspetto di critica che il Link ha sempre donato oramai quasi decenni fa, alla società bolognese e italiana)
Ciao Serena,
il comunicato è stato aggiornato, ora dovrebbe essere tutto più chiaro..
Grazie per averci scritto!
ah, signora zerena. io ricordare tu quando anni fa picchiare mio amico roberto rocky riminese.
era intenzionale nostro piccolo mistero nel comunicato. gianc.
Serena, conosci gli artisti coinvolti nel progetto? Quello dovrebbero spiegarti molto già: misticismo, sospensione, realismo, politica. Il progetto poi, questo http://www.lucafausu.tk.. uno degli interventi più “misterici” degli ultimissimi anni.
Comunque sono daccordo con te! Il link era la storia della cultura italiana e bolognese prima di diventare molto meno, con molta irresponsabilità e assenza di narrazione..
una mostra inutile fatta da personaggi inutili
sembra un complimento!
assolutamente no