25 anni di Link Music – Talk feat.Jeff Mills (Axis Record)

La Link 2.0 è lieta di invitarvi all’incontro :

>> 25 anni di Link Music
Quando un centro culturale indipendente diventa un genere musicale <<

Interviene; Jeff Mills (Axis Records USA)

Coordina ; Claudia Attimonelli (Università di Bari)

Assiste ; Andrea Benedetti (Mondo Techno, Roma)

Traduce: Lorenzo Montefinese ( Università di Venezia)

Presenzia; Mauro Boris Borella ( One Boris)

Questo incontro celebra i 25 anni di Link Music, un genere musicale nato in un luogo in cui dagli anni novanta (dal 1994 precisamente ) si è programmata, prodotta e distribuita la Dance Elettronica in tutte le sue forme e sottogeneri, andando a creare una diretta associazione tra un universo sonoro ed un luogo, sia per la scena urbana di Bologna, che in tutta Italia, dove il Link è oggi il club indipendente più longevo ancora in attività.

>> L’evento sarà trasmesso sulla pagina Fb di Link Bologna<<

La musica e i suoni possono caratterizzare il contesto, tanto che suoni e melodie diventano talora un aspetto capace di segnare gli spazi e viceversa anche in senso identitario.
Questo avviene da sempre, dai tempi del Filmore, del Piper, della Baia degli Angeli, del Cosmic, all’Hacienda e prosegue oggi con il Link.

Da qui l’idea che il Link nei su due luoghi e nelle 3 versioni organizzative, possa essere un sistema aperto di connessioni di stili, estetiche ed etiche musicali, che nei 25 anni (quest’anno) si può dire abbia dato vita ad un macro genere identificato come Link Music.

Jeff Mills in questo lungo periodo è l’artista che ha lasciato il segno più profondo nella costruzione di questo (ipotetico) genere, la cui concettualizzazione si collega al suo ultimo lavoro: “Sight, Sound and Space“, in cui esplora l’animo umano, i sensi e l’annoso rapporto uomo-musica declinato in termini di vista, suono e spazio.

Ragionamenti portati al Link già nel 2004, quando a Distorsonie, il Festival di musica elettronica del Link, Jeff Mills presentò la sua rivisitazione di “Metropolis” di Fritz Lang,di cui oggi Sight, Sound and Space“ è la perfetta continuità.

Jeff Mills nella stessa serata dalle h.23.00 si esibirà al Link in uno dei suoi mirabolanti dj set accompagnati dall’immancabile batteria elettronica Roland 909, dove si adopererà per tradurre in suono i concetti riportati sopra.

Claudia Attimonelli ricercatrice dell’Università di Bari, autrice di importanti saggi e libri riguardanti la techno e l’afrofuturimo, condurrà l’incontro per ribadire la sostenibilità di questa tesi. Sarà assistita nell’impresa da Andrea Benedetti , producer, dj (anticiperà il set di Jeff Mills con altri compagni di console) e scrittore (Mondo Techno e il suo remix) tra i massimi esperti in Italia dell’universo dance elettronico , da sempre vicino al Link come consulente artistico a vari livelli.
Interverrà anche Walter Rovere giornalista scrittore bolognese che ha seguito il Link da vicino, anzi vicinissimo nel suo percorso musicale.
Lorenzo Montefinese ricercatore dell’Università di Venezia, studioso delle fenomenologie musicali contemporanee tradurrà interventi e domande, contribuendo ad alimentare la discussione circolare anche con il pubblico invitato a porre domande.
Mauro Boris Borella è stato uno dei soci fondatori del Link con cui collabora ancora a distanza con la sua One Boris come event advisor.

Link Music Soundscape ; dal luogo al paesaggio sonoro

L’insieme dei generi programmati nelle diverse sale e nei diverse serate durante i 25 anni di attività sono entrati grazie al Link nel paesaggio sonoro della città, nella vita, nella memoria e nell’immaginario delle migliaia di persone (un numero forse vicino al milione) che lo hanno frequentato negli anni di apertura.
Di grande rilievo quindi è stata la capacità identitaria ed aggregativa non solo del luogo ma anche della Link Music, che è sempre stata una componente primaria nell’esperienza sociale e culturale, legata alla frequentazione del centro culturale, assumendo una forma di comunicazione e di connessione tra le persone.

Come è evidente, la musica in rapporto ai luoghi di fruizione come lo è il Link deve essere considerata anche come una modalità di autorappresentazione, capace di raccontare
e di esprimere sia la posizione di un determinato artista o movimento, ma anche la capacità di ricezione e reinterpretazione da parte del pubblico, dall’incontro delle due posizioni si ha la costruzione del senso culturale e musicale del luogo.

La Link Music diventa così un marker di una topografia culturale con cui riuscire a capire “che significato ha quello che si suona e per chi”, e come un certo paesaggio sonoro, può aiutare e concorrere alla costruzione anche nel senso politico del luogo e della città che lo ospita.
Le musiche dance elettroniche programmate al Link erano e sono una forma musicale unica, una punta di una lancia, cioè luogo d’incontro e di sviluppo di culture, problemi e soluzioni e quindi d’identità, che hanno tratto il loro nutrimento dalle svariate ibridazioni tecnologiche e culturali, grazie alle quali si è andato a ricreare (ogni sera) un’identità individuale e collettiva che trasbordante fuori delle mura fisiche del locale.

La Link Music scaturisce così dalla dialettica tra dancefloor e console, e diventa l’espressione dialettica del processo sempre in atto di trasformazione delle singolarità e delle comunità all’interno di un’ottica che spinge tra le potenzialità del locale e del globale.
La musica in questi casi diventa parte integrante di un paesaggio, ed anche motore di creatività e di espressione, in grado di comunicare l’unicità di quel luogo e della città di Bologna sia alla comunità locale, che alla vasta comunità nazionale sorta intorno al Link ed ancora collegata ad esso.